di Emilia Morelli

Gaza torna al voto dopo 20 anni: elezioni simboliche a Deir al-Balah tra macerie, tensioni politiche e il peso ancora forte di Hamas

gaza votoTra edifici distrutti e tende improvvisate, nella città di Deir al-Balah si vota per la prima volta dopo vent’anni. In quella che un tempo era la “capitale dei datteri” della Striscia, circa 70mila palestinesi sono chiamati alle urne per eleggere il consiglio comunale, in un contesto segnato dalla guerra e da forti tensioni politiche.

Un voto storico e altamente simbolico

Le elezioni municipali sono state indette dall’Autorità Nazionale Palestinese e si svolgono anche in diverse città della Cisgiordania. Ma il voto a Gaza assume un significato particolare: è il primo dal 2006, anno in cui Hamas vinse le elezioni legislative e prese il controllo della Striscia, interrompendo ogni processo elettorale.

Per molti giovani elettori si tratta della prima occasione di esprimere una preferenza politica. Gli analisti considerano questo appuntamento come un test importante per misurare gli equilibri interni alla società palestinese dopo anni di conflitto.

Hamas fuori ufficialmente, ma presente

Formalmente Hamas non partecipa alla competizione elettorale, avendo rifiutato di sottoscrivere la dichiarazione richiesta dall’Autorità, che implica il riconoscimento degli accordi internazionali e, indirettamente, dello Stato di Israele.

Tuttavia, almeno una delle liste in corsa è composta da candidati considerati vicini al movimento islamista, segno che la sua influenza resta significativa sul territorio. Secondo sondaggi recenti, una parte consistente della popolazione continua a sostenerlo, nonostante la devastazione causata dalla guerra.

Seggi tra le macerie e sicurezza fragile

I seggi sono stati allestiti in dodici location improvvisate, tra tende e edifici danneggiati. A gestire le operazioni di voto sono operatori delle ong, affiancati da una società di sicurezza privata. Sul terreno, però, è la polizia di Hamas a controllare l’ordine pubblico.

Il clima resta teso, ma le autorità locali assicurano che il passaggio di consegne avverrà regolarmente: il sindaco uscente si è detto pronto a lasciare l’incarico al nuovo consiglio eletto.

Cisgiordania, partecipazione incerta

Nelle città della Cisgiordania, dove votano circa 1,5 milioni di palestinesi, l’entusiasmo appare più limitato. In molti casi è presente una sola lista, rendendo il voto poco competitivo. In alcune città, come Nablus e Ramallah, i risultati sono già sostanzialmente definiti.

Non si vota invece a Gerusalemme Est, dove le autorità israeliane vietano attività politiche palestinesi.

Un test per il futuro politico palestinese

Il voto di Deir al-Balah rappresenta molto più di un’elezione locale. È un segnale politico in un momento delicato, mentre si discute di un possibile nuovo assetto della governance palestinese dopo il conflitto.

Tra macerie, tensioni e speranze, le urne diventano così uno strumento per misurare il futuro di Gaza e, più in generale, dell’intero sistema politico palestinese.

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